E-MTB MOUNTAIN BYKE ELETTRICHE info e caratteristiche

La storia della due ruote a motore elettrico

Risale al 1880, quando l’ingegnere parigino Gustave Trouvé progettò un piccolo motore elettrico a batteria, e lo montò su un triciclo inglese costruito nella città di Coventry. Fu addirittura testato a Parigi, lungo la rue Valois, ma non riuscì a superare la prova per il brevetto. Negli anni che seguirono la bicicletta è andata sempre più a perfezionarsi assomigliando alle forme, alle dimensioni e alle caratteristiche di quelle dei giorni nostri. Per molti anni non si è parlato più di motore, troppo grande per poterlo installare su un mezzo dalle forme sempre più piccole e snelle.

Oggi, il fenomeno delle biciclette a motore elettrico si sta espandendo sempre più velocemente. Fino a qualche anno fa la bicicletta elettrica, o e-byke, era vista come un mezzo per circolare comodamente in città. Negli ultimi anni invece, grazie ai modelli sempre più tecnologici e innovativi, solo in Italia nel 2016 ne sono state vendute oltre 124.000 pezzi contro i 56.000 dell’anno precedente, secondo i dati rilasciati dal ANCMA. Lo si può definire senza ombra di dubbio un mercato fortemente in ascesa.

MOUNTAIN BYKE

Non dimentichiamo però, che la bicicletta elettrica si divide in due settori:

– La e-byke da città.

– La mountain byke, bicicletta da percorsi alternativi.
E per alternativi si intendono percorsi in mezzo a boschi, su sentieri di collina e simili.

Quest’ultimo settore è ancor più in ascesa rispetto alle e-byke. Come in queste ultime, nelle Mountain bike elettriche, o e-mtb si parla di pedalata assistita, e di motori di 250 W con picchi che arrivano addirittura a 500W. Importanti quando serve potenza, almeno fino a 25 km orari, per superare sentieri impervi e salite difficoltose. E’ chiaro che occorre poi anche la nostra pedalata per aiutare il motore, e prolungare la passeggiata che vogliamo fare in mezzo alla natura, scopo principale di chi acquista questo tipo di bicicletta.

TECNOLOGIA SULLA E-MTB.

La e-byke elettrica che può arrivare a 45 km orari, ha bisogno di polizza assicurativa e pagamento del bollo.
Non così la mountain byke, la cui velocità è di 25 km orari. Quindi niente costi di questo tipo. Ma è anche vero che il costo della bici non sarà uguale, perché la e-mtb ha bisogno di particolari accorgimenti tecnici per non essere riparata spesso.

Sospensioni.

Chiaramente rafforzate rispetto a una e-byke da città. Le sospensioni permettono aderenza al terreno, e sulle asperità che si possono trovare in collina o montagna abbiamo la necessità di non volare via con un sobbalzo più duro degli altri.
La forcella anteriore ammortizzata.
Due steli in acciaio che possono scorrere all’interno di due foderi. E questi si comprimeranno e si estenderanno in base all’ostacolo impattato.
Ammortizzatore posteriore.
Chiamato shock, è un pistone montato sul telaio, e serve alla ruota posteriore.

MOTORE.

La mountain byke elettrica possiede, a differenza della e-bike, il motore piazzato nella parte centrale del telaio, e non sui mozzi delle ruote, posteriore o anteriore. Questo permette una migliore distribuzione del peso e una gestione della bici certamente più facile. Tre o quattro chili non sulla ruota posteriore, o non su quella anteriore, rendono senza dubbio più stabile la e-mtb soprattutto nelle discese e nelle salite. Senza contare che la sostituzione di una camera d’aria risulta ben più facile, non dovendo combattere con problemi di fili elettrici tra le ruote.

LIVELLI DI ASSISTENZA

Il peso di una mountain byke si aggira normalmente tra i 20 e i 23 chilogrammi. Un peso che per salire su sentieri di montagna si fa certamente sentire. Hanno di solito tre livelli di assistenza. E già il primo aiuta notevolmente anche chi si accosta per la prima volta a questo tipo di svago a contatto con la natura. E’ ovvio che occorre un minimo di preparazione fisica, normale per qualsiasi tipo di sport anche a livello amatoriale. Ma se proprio siamo un po’ digiuni di questa, il secondo, o addirittura il terzo livello di pedalata assistita ci toglierà da qualsiasi situazione problematica, impedendoci di scendere, e salire spingendo a mano la bici.
Anche qui qualche avvertenza: Se ci si ferma per qualsiasi motivo, per ripartire meglio mettersi di traverso alla salita stessa, prima di affrontarla direttamente.

BATTERIA

Quello detto sopra chiama direttamente in causa la durata della batteria. Meno la si usa, pedalando con la sola forza delle gambe, più dura. E si parla di sette o otto ore usandola poco. Se invece andiamo al primo livello di assistenza in ogni momento, o quasi, accorciamo la sua durata del 25% almeno. Ancor peggio se siamo costretti a usare spesso il secondo o terzo livello: Dal 40 al 70%. C’è di buono però, che la batteria che portiamo di riserva, la si può ricaricare in un’ora fino al 60% della sua carica completa. Quindi di nuovo via dopo una breve sosta, magari per fare uno spuntino e bere una bibita, respirando aria pulita a pieni polmoni.

In ultima analisi, il possedere e usare una mountain byke elettrica offre sicuramente delle sensazioni fantastiche, che non troveremo mai usandola in città, cosa comunque possibile perché nulla lo vieta.
Ma sentire il vento nel percorrere un sentiero di collina o di montagna, arrivare in cima e fermarsi ad assaporare il meraviglioso spettacolo che la natura ci offre, è un momento impagabile sotto tutti i punti di vista.