Slow-bike Veneto: la Lunga Via delle Dolomiti

lunga via delle dolomiti

La Lunga Via delle Dolomiti è una delle traversate più apprezzate del cicloturismo alpino. Tra paesaggi la cui bellezza è stata inserita tra i Patrimoni Naturali dell’Umanità UNESCO, e piccoli borghi storici in cui il tempo sembra essersi fermato, il percorso completo misura circa 240 km. Da Lienz, in Austria, passando per Bolzano, raggiunge poi Belluno fino all’Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza.

In territorio Veneto, i chilometri sono circa 150. Una parte del percorso, da Passo Cimabanche a Calalzo di Cadore, è facilmente accessibile a tutti, viste le pendenze costanti, con un fondo in gran parte asfaltato, che permette di svolgere una gita fuori porta in giornata.

ABC MTB consiglia sempre, prima di partire, di controllare la pressione degli pneumatici, ingrassare la catena con l’olio adatto, e controllare i freni. Naturalmente, regolate l’altezza del sellino, per avere una pedalata corretta, nel caso non guidiate la vostra bicicletta.

Cimabanche-Calalzo di Cadore: la Lunga Via veneta delle Dolomiti

Il percorso parte dalla provincia di Belluno, da Cimabanche vicino a Cortina. Seguendo l’ex-ferrovia delle Dolomiti, costruita durante la Grande Guerra (1915-1918) e dismessa nel 1964, si possono vedere ancora le stazioni storiche così com’erano in uso, e gallerie e ponti su gole naturali che offrono un panorama mozzafiato.

Il primo tratto del percorso costeggia il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, e i laghi alpini Lago Bianco e Lago Nero, tra boschi di conifere e possibilità di visite storiche di pregio. Come la chiesetta di San Nicolò, in località Ospitale: eretta nel XIII per omaggiare il patrono dei viandanti, è tutt’ora un’importante testimonianza dell’arte alpina, con i suoi cicli di affreschi risalenti in alcuni casi agli inizi del Quattrocento.

Nei pressi di Cortina d’Ampezzo, la strada torna a farsi asfaltata, ma anche molto trafficata da pedoni e alti ciclisti, soprattutto nei periodi primaverili ed estivi, in cui è consigliata questa escursione in giornata. Conviene quindi rallentare, ed evitare il centro cittadino, seguendo il percorso in quota e la pista ciclabile che segue il torrente Boite verso sud, fino a San Vito di Cadore, tra il monte Antelao e il monte Pelmo, e poi dirigersi verso Borca di Cadore.

È solo a questo punto che la pista ciclabile lascia il torrente, per seguire un nuovo tracciato che permette di viaggiare in sicurezza tra nuovi ponti e le tradizionali gallerie, attraversando i pittoreschi Vodo, Venas, Valle e Tai, prima di arrivare a Pieve di Cadore. Qui, la visita turistica “obbligata”, per tutti gli appassionati di arte, è alla casa natale di Tiziano Vecellio, il celebre pittore di epica rinascimentale, esponente della Scuola Veneziana, oltre ad una considerevole serie di edifici storici, tra cui anche un’area archeologica romana, una chiesa arcidiaconale e due musei, uno sulla Magnifica Comunità di Cadore, e uno sull’occhiale.

L’escursione termina quindi a Calalzo di Cadore, alla stazione ferroviaria. Qui si può infatti prendere il treno per Belluno, o usufruire dell’autobus pubblico adibito al trasporto di biciclette.