Slow-bike Veneto: L’Anello del Veneto

slow-bike-veneto-anello-del-veneto

“La scoperta del mondo parte dalla bicicletta” (Maurice de Vlamickx),
e questo articolo vuole farvi scoprire il mondo in bicicletta a partire da una sua piccolissima, affascinante parte: l’Anello del Veneto.

Si tratta di un percorso cicloturistico che da Venezia arriva a Treviso, per poi fare ritorno nella città lagunare. Solo in parte, quindi, ricalca le tappe dell’itinerario Lago di Garda-Venezia. La difficoltà è variabile, a causa di brevi tratti su strade trafficate e alcuni tratti sterrati sulle piste ciclabili a ridosso dei fiumi, ma in generale è accessibile a tutti, senza salite significative, e con l’adozione di appena qualche piccolo accorgimento.

ABC MTB consiglia sempre, prima di partire, di controllare la pressione degli pneumatici, ingrassare la catena con l’olio adatto, e controllare i freni. Naturalmente, regolate l’altezza del sellino, per avere una pedalata corretta, nel caso non guidiate la vostra bicicletta.

Prima tappa: Venezia-Chioggia lungo la Ciclovia delle isole

La prima tappa di questo itinerario in più giorni parte da Venezia, rigorosamente a piedi poiché il centro storico è vietato alle biciclette. Però, potete arrivarci al termine di uno degli altri percorsi che portano al capoluogo lagunare. Quindi, dopo aver visitato la città dei dogi, che per quattro secoli dominò l’entroterra veneto, ci si deve imbarcare sul traghetto diretti al Lido.

Scesi in prossimità della chiesa di S. Nicolò, inizia il percorso verso nord, seguendo la segnaletica E5 della Ciclovia delle isole. Seguendo la riviera rivolta alla laguna, e attraversando il viale Santa Maria Elisabetta, si giunge fino al lungomare Marconi, sede dei prestigiosi palazzi del Casinò, della Mostra del Cinema, e di una serie di hotel ospitati in alcuni dei palazzi più prestigiosi dell’arcipelago, come il Grand Hotel Excelsior.

Oltrepassato il centro, si imbocca il percorso ciclo-pedonale a ridosso dei Murazzi, le barriere poste a difesa dalle mareggiate, per raggiungere l’oasi naturalistica degli Alberoni. Qui, bisogna imbarcarsi con il traghetto in direzione dell’isola di Pellestrina, da cui proseguire fino al porto di S. Pietro in Volta, riconoscibile dalla chiesa settecentesca circondata dalle basse case di pescatori con i propri orti.

Proseguendo verso sud, si incontra prima il bordo di Portosecco, famoso in tutto il mondo per il tombolo, lo strumento con cui ancora oggi si produce l’omonimo merletto; quindi, si raggiunge il centro di Pellestrina, dove le abitazioni del XVI e XVII secolo sono circondate da spiagge sabbiose e un tranquillo lungomare immerso in quaranta ettari di riserva naturale protetta. Qui i visitatori hanno due possibilità: imbarcarsi per raggiungere Chioggia in giornata, oppure, per i ciclisti più esperti, spingersi nel cuore dell’isola con il percorso perilagunare non protetto, per vedere il forte e immergersi nell’oasi naturalistica Ca’ Roman.

Seconda tappa: Chioggia-Abano e Montegrotto, lungo la Via del Sale e dello Zucchero

L’itinerario riprende da Chioggia, dopo aver visitato i principali monumenti del centro storico. Vagando per le calli e i canali, si incontrano infatti la Cattedrale di Santa Maria Assunta, l’antica chiesa di Sant’Andrea e la torre medievale. Seguendo la via del sale, che dalla laguna si inoltra nell’entroterra veneto, si incontrano una serie di piccoli paesi, ciascuno con le sue bellezze artistiche e naturalistiche.

Il primo è Correzzola, con la sua corte benedettina cinquecentesca e le numerose corti costruite dopo l’opera di bonifica dei monaci. Quindi è la volta di Pontelongo, sviluppatosi nel 1910 sulla spinta dell’industrializzazione, con la costruzione del grande zuccherificio ancora attivo. Proseguendo lungo l’argine del canale, si oltrepassa il centro di Bovolenta, un tempo fortificato, dove confluiscono le acque proventi da Padova e dai Colli Euganei. E poi le numerose ville venete, il borgo di Pontemanco, e i ponti in muratura e l’ex-abbazia di Santo Stefano. Il percorso termina a Battaglia Terme, a meno di 10 km dai rinomati centri termali di Abano e Montegrotto. Queste sono la sosta ideale per ricaricare le energie.

Terza tappa: Abano e Montegrotto-Vicenza, Tra i colli Euganei e Berici

Dalle terme, Padova è raggiungibile in mezz’ora attraverso la pista ciclabile ricavata direttamente su uno dei navigli tra i più antichi d’Italia, sull’argine del Canale Battaglia. Lungo il percorso, continua la sfilata delle ville venete, come villa Molin, opera dell’architetto Scamozzi.

Nei pressi del Bassanello, si segue quello, tra i tre canali, che porta a Padova. Tra la Basilica francescana del Santo, le chiese e i palazzi storici, nonché la Cappella degli Scrovegni, una visita alla città è praticamente tappa obbligata. Da qui, si torna indietro, per risalire le acque del Bacchiglione nei 40 km che dividono Padova e Vicenza.

La pedalata è immersa nella natura fino a Longare, dove si suggerisce di deviare verso Costozza per poter ammirare le ville venete dalla sicurezza della pista ciclabile. L’arrivo a Vicenza è salutato dal campanile del Santuario del Monte Berico, e dalle opere palladiane Villa Capra Valmarana, meglio conosciuta come “La Rotonda”, e l’Arco delle Scalette.

Quarta tappa: Vicenza-Bassano del Grappa, tra prati e risorgive

Dopo una visita al centro storico della città, considerato Patrimonio dell’Umanità, si prende la pedemontana, diretti a Bassano del Grappa. Il percorso è ricco di paesaggi naturali e artistici mozzafiato, tra acque sotterranee e risorgive, specialmente nella zona di Dueville.

Lungo l’itinerario si incontrano Sandrigo, con i suoi antichi edifici rurali, e le pregevoli ville venete, quindi Marostica, arroccata tra la sua cinta muraria e i suoi castelli come il re degli scacchi, gioco per cui è tanto famosa. Qui, infatti, con cadenza biennale si svolge, nella bellissima Piazza degli Scacchi, la Partita a scacchi a personaggi viventi in costume.

La tappa si conclude infine a Bassano, città sul Brenta e ai piedi del Monte Grappa, dove si può ancora visitare il ponte di legno progettato da Palladio, e ora simbolo degli alpini. Se non progettate di rimettervi in viaggio a breve, inoltre, potete godervi qui un bicchierino delle famose grappe venete.

Quinta tappa: Bassano del Grappa-Treviso, ai piedi dei Colli Asolani

Nella Marca Trevigiana, il panorama è caratterizzato dall’alternarsi di rilievi, colline e piccole valli. Ogni tanto, il paesaggio regala qualche vista inedita: in prossimità di San Zenone degli Ezzelini, ad esempio, si staglia una torre solitaria, unico avamposto rimasto del castello della potente famiglia che comandava quei territori, gli Ezzelini appunto. Asolo, invece, la “città dai cento orizzonti”, è uno dei “Borghi più belli d’Italia”, che si staglia con la sua rocca sul pianoro di olivi e cipressi.

Nelle vicinanze c’è anche Maser, borgo rinomato per la villa palladiana che ne porta il nome, e infine a Montebelluna merita una visita il Museo di Storia Naturale e Archeologia. C’è anche un curioso Museo dello Scarpone, che merita una visita se non altro per la sua location: la villa cinquecentesca Binetti-Zuccareda.

La tappa prosegue quindi per il Montello, una collina adatta a piacevoli escursioni, con lunghe soste goderecce nei tanti agriturismi della zona, prima di imboccare uno qualsiasi dei percorsi secondari che dal territorio della Marca conducono a Treviso, centro storico ancora racchiuso nella propria cinta muraria rinascimentale.

Sesta tappa: Treviso-Venezia

Siete ormai giunti all’ultima tappa dell’itinerario. Dopo esservi persi lungo i canali trevigiani, ammirando le facciate affrescate delle case e le piazze, soprattutto la centralissima Piazza dei Signori e il suo Palazzo dei Trecento, seguite lo scorrere del Sile. Il fiume, il più lungo d’Europa tra quelli di risorgiva, accompagna i cicloturisti nella discesa verso la Laguna.

Tocca inoltre una serie di piccoli centri affascinanti, da Casier, con il suo idrocronometro ancora funzionante, a Casale sul Sile, dove svetta la torre trecentesca voluta dai nobili Carraresi. In questi territori si può anche fare una pausa, per gustare il tipico “spadone”, il radicchio rosso di Treviso, coltivato ad esempio a Dosson con tecniche tradizionali che risalgono addirittura alla metà dell’Ottocento. E se non siete di fretta, e potete prendervi una lunga pausa prima di montare nuovamente in sella, potete anche visitare i vigneti e le tenute della Strada dei Vini del Piave.

Raggiunto Quarto d’Altino, i cartelli turistici che segnalano l’antica via Annia rendono evidente il percorso. Tra il moderno centro abitato, e l’area archeologica romana, si può gustare un primo assaggio di Venezia: è a partire da questo piccolo centro storico, infatti, che ebbe origine Venezia. Quando infatti le invasioni barbariche giunsero a minacciare la città, gli abitanti scesero in laguna, e fondarono il primo nucleo storico della città di Venezia.

Ecco, dunque, che sfruttando la ciclovia fluviale del GiraSile, sulle orme degli antichi fondatori della Serenissima, l’itinerario si conclude in laguna, esattamente là dove era iniziato.